Isola d’Elba: mare, amore e fantasia

La vita vissuta dal mare ha tutto un altro sapore e vista dagli occhi dei bambini beh, diventa un’esperienza senza tempo. Anche una vacanza in barca a vela all’isola d’Elba così, può essere l’occasione per riscoprire l’amore di una famiglia e valorizzare la fantasia dei più piccoli, navigando il mare blu dell’alto Tirreno.

Un bel viaggio… dalla cosciente quotidianità fatta di schemi ad una travolgente vitalità fatta solo di attimi da ricordare e da raccontare, prima di metterli a letto.

La torre medicea di Marciana Marina diventa così un castello da espugnare, il veliero avvistato all’orizzonte quello di Capitan Uncino e l’isola di Capraia… l’isola che non c’è, così come i delfini.. che a sto giro non ci hanno cacato di pezza. Unica nota dolente.

Quando si viaggia in barca a vela in fondo serve molto poco e soprattutto non servono “grossi bagagli” (nel caso, morbidi mi raccomando), di solito pieni di cose futili e …solite abitudini.

E’ sufficiente una sana voglia di vivere, assecondando quel ritmo naturale ormai infestato dalla frenesia cittadina, fatto solo di bisogni vitali e che i bambini sanno apprezzare molto bene.

Abbiamo detto bagaglio? Allora, per i bambini (ma anche per gli adulti) un paio di maglioncini o felpe, un paio di pantaloni lunghi, calzine e un kway. Qualche maglietta che tanto sporcheranno appena indossata, i loro pantaloncini corti con i costumi e un paio di asciugamani. Poi, lo zainetto di Spiderman o Winnie the Pooh con dentro il peluche preferito per eventuali escursioni, un gioco, dei pennarelli e il gioco è fatto. Ovviamente con tutti gli accorgimenti per il sole da mettere nel beauty, che a bordo è sempre presente, anche nelle giornate un po’ nuvolose.

Per cui via libera a giochi da fare assieme o semplicemente lasciandoli fare (sempre con un occhio vigile ovviamente), ai bagni, alle passeggiate, alla nanna ad una certa, alla pappa quando è pronto, al sole, alla fantasia e alla tanta voglia di vivere… con loro. Tempo di valore, quello che a casa spesso viene meno.

Abbandonate le paure leggendarie legate alla barca a vela con i bambini e alle inutili apprensioni per il mal di mare, per la difficoltà di fare i propri bisogni, per la convivenza ristretta o per la paura di saper gestire gli equilibri a bordo.

Liberatevi dagli schemi ma soprattutto liberate quelli dei vostri figli. Bastano poche ma valide regole di gioco, una parola dello skipper buttata lì al momento giusto per sedare gli ardori più arditi e ogni giorno diventa un’esperienza di vita davvero memorabile.

Anche gli spazi ristretti di una cabina diventano così un luogo immensamente vasto per riavvicinarsi al nostro bisogno di spirito giusto. Tutte esperienze di vita, utili anche a casa.

Isola d’Elba: mare, amore e fantasia

Il mio equipaggio

Claudia, Barbara, Marzio e Giorgio sono i genitori. Amici di “scuola”. Nel senso che si sono conosciuti perché i figli frequentano lo stesso istituto. Abbiamo tutti più o meno la stessa età.

Giorgio si è lasciato convincere, non ama molto la barca ma si è prestato serenamente (pensate, nella foto è quello al timone). Non nasconde per niente la sua volontà di andare a sciare quando alla fine della vacanza, si paleserà la voglia di fare una nuova esperienza in catamarano il prossimo aprile, alle Bahamas.

Nonostante le sue dichiarazioni avverse però, nel corso dei giorni si è lasciato coinvolgere facilmente. Marzio al contrario, con la moglie Claudia, ha già avuto esperienze in barca, per cui pur rispettando le circostanze, non vedeva l’ora di aprire le vele.

Divertente vederlo battibeccare con Claudia su certi aspetti diciamo operativi della quotidianità ma dopo nemmeno un minuto, eccoli abbracciarsi teneramente, scambiandosi parole dolci e rincuoranti.

Così come Barbara, la moglie di Giorgio. Sempre disponibile e assecondante, pronta a collaborare con Claudia ai fornelli e a prendersi cura della pelle di figli …e ognuna del proprio marito. Folate di amore che con il caldo di alcuni giorni divenivano una ventata di aria fresca, sotto il tendalino, senza il quale all’ora di pranzo i raggi del sole sarebbero diventati lame taglienti.

Devo dire che non potevo avere equipaggio migliore: carini, super educati, precisi, attenti alle esigenze di tutti…e anche alle mie. Che non è da poco.

Giorgia, Sofia, Alessandro e Lucrezia sono i figli. Giorgia (18 anni), è la figlia di Marzio e Claudia, assieme al fratellino Alessandro di 8 anni.

“Sopporta” la punizione per un anno scolastico andato come dire… così così. Beh, mica male come punizione… al sapore di sale direi. Carina, gentile, attenta ai piccoli quando serve, con due occhioni azzurri pieni di vitalità e due orecchie piene di musica, prestate ore e ore al suo iphone anche con il fidanzato, nascosta nella sua cabina o a prua. Storie che si ripetono in molte altre esperienze analoghe, con cui ho avuto il piacere di navigare durante la loro prima volta.

Alessandro è un tenero bimbo, con un eloquio di tutto rispetto. Gioca, si diverte, dorme, anche se per fortuna non assecondato da altri maschietti che se ci fossero stati avrebbero probabilmente reso onore alle storie più cruente delle invasioni barbariche.

Invece era con Sofia (8 anni) e Lucrezia (6 anni). Si sono divertiti a fare cose assieme, di ogni tipo. Piede marino di tutto rispetto e un equilibrio incredibile. Ottimo esercizio per capire come ci si sposta a bordo sapendo che la barca si muove. Oltre ovviamente alle regole base per evitare di farsi male.

L’acqua ha un ascendente magnetico su ogni bambino, persino nelle acque più profonde durante le traversate e loro… non sono stati ovviamente da meno.

Sofia e Lucrezia sono due bellissime bimbe che come tutte le sorelle, nel loro atteggiarsi delineano futuri diversi, come raccontano d’altronde i genitori stessi. Dolce e delicata una, dolce e assatanata l’altra. Stare fermi non è contemplato nel loro DNA ma obbedire sì, per fortuna. Tutti quanti comunque con uno stesso denominatore comune: dolcezza incredibile ed una educazione invidiabile. Bravi parents.

In fondo per godersi una bella esperienza in barca a vela con i bambini, è lo spirito che conta, quel poco ma di valore, che rende perfetto ogni attimo della vita… e non solo per mare.

Vuoi sapere che giro abbiamo fatto? Beh ti invito a leggere: Elba e Capraia in 7 giorni, partendo da Follonica. 130 miglia di mare ed emozioni da ricordare, perché ricorda che se vai per mare, poi… saidisale 😀

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