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Barca a vela: non è solo per velisti! Ecco 4 regole importanti.

Molti rinunciano alla barca a vela per chissà quali paure e preconcetti! Le aspettative contano molto ma vediamo subito 2 importanti consigli per dire che …non è solo per velisti.

Partiamo dalle considerazioni più diffuse, i famosi preconcetti.

Vorrei fare una vacanza in barca a vela, sí maaa …ho paura …non ci sono mai stata”;

“No no. Soffro il mare”;

“Mmmm…non saprei, ho ancora i figli piccoli“;

“In barca, io? Ma va… si sta troppo stretti e poi mi piace farmi i fatti miei”;

“Io mi faccio un mucchio di problemi per fare la cacca e se ci sono altre persone non riesco”;

“Ma devo saper nuotare?”.

Regola 1: l’approccio corretto alla barca a vela

Potresti avere piacere di fare una corsa a piedi senza bisogno di fare l’Ice Marathon nei ghiacci dell’Antartide? Oppure, potresti fare un bella passeggiata in montagna senza necessariamente arrivare al campo base sud dell’Everest o fare un giro in bici senza farsi la tappa delle World Series di Triathlon ad Abu Dhabi?

Due pesi, due misure.

La barca a vela non deve essere vista come uno sport “estremo” o un mezzo tecnico complicato da gestire e dunque per pochi. Si può fare una vacanza in barca a vela anche solo per godersi il viaggio, il mondo e la natura, da punti di vista diversi dal solito.

Si può apprezzare infatti una bella veleggiata lungo costa per poi fermarsi, prendere uno scooter e andare a visitare il negozietto di artigianato, una chiesa o una vecchia cantina. Oppure per fare quattro passi verso quel ristorantino di pesce da gustarsi in tutto relax sul lungo mare.

Quindi, sta barca a vela è davvero per tutti?

Ovviamente sì! Ha i suoi lati belli d’inverno, per chi apprezza la vela nella sua essenza e dei punti di vista imprescindibili d’estate, quando ci si può godere logicamente molto di più il mare.

Bisogna solo sapere cosa aspettarsi.

Barca a vela: non è solo per velisti! Ecco 2 regole importanti.

Regola 2: scegliere la vacanza in barca a vela giusta. 

Se sai che vacanza in barca a vela vuoi, sai forse anche cosa evitare. Non è solo una questione di soldi quindi ma di approccio, perchè ci sono proposte di ogni livello in Italia, nel Mediterraneo e in ogni angolo del mondo. Ma se la tua paura è rischiare di trovarti a fare solo vela con puristi del vento e del mare, cerca allora il programma giusto che fa per te.

La domanda da porsi è molto semplice: qual è il loro programma?

Associazioni sportive

Le associazioni sportive organizzano uscite di prova per ogni livello e con diversi programmi. Nascono per formare futuri velisti, regatanti e comandanti ma tra le varie attività, organizzano uscite ricreative per chiunque, anche le vacanze estive. La formula è da approfondire con loro ma in linea di massima è una vacanza easy, rigenerante e divrtente.

Prova magari con un solo weekend, così cominci a capire cosa vuol dire salire a bordo di una barca a vela o di un catamarano, cosa vuol dire muoversi a bordo e convivere in “spazi ristretti”, come si dorme, cos’è il “piede marino”, il rollio e i rumori del mare e delle drizze che sbattono sull’albero.

Comincia a fare “amicizia” con questa nuova dimensione, sfruttando la complicità dei nuovi amici a bordo se ci si imbarca soli, con amici o con la famiglia. Solitamente ci sono più format, adatti a tutti, anche solo ai bambini normalmente.

Capirai che anche il mal di mare in fin dei conti è una “leggenda”. Provare per credere.

Armatori privati

Se la tua prima volta la vedi un po’ più all’avventura, imbarcati con chi naviga per pura passione, per scelta di vita. Un marinaio che mette a disposizione la propria barca per tirarci su qualche soldino da investire in manutenzione. Il web ne è pieno di “inviti” di questo tipo, anche tra le pagine di Facebook, dove i gruppi di velisti o amanti del mare sono a centinaia.

Spesso su queste barche sono in coppia, da soli o con un “aiutante”, imbarcato su qualche banchina in giro per i mari del mondo o tra gli ospiti che si imbarcano magari “alla pari” (lavori e ti ripaghi l’opsitalità).

Personaggi “folkloristici” che usano la barca quasi tutti i giorni dell’anno o in casi non così rari, la usano proprio come abitazione personale. Per cui, oltre a ripassare bene l’inglese (la maggior parte sono inglesi e francesi), ci sarà la possibilità di imparare molto della vita, dal punto di vista del mare.

Società armatoriali e di servizi nautici

Se cerchi invece il servizio esclusivo ed il relax, affidati allora a tour operator o società specializzate in questo ambito, che fanno della comodità e del valore aggiunto un cavallo di battaglia. Solitamente sono barche di un certo livello e stazza, comode, ben tenute e curate, ormeggiate in luoghi affascinanti e il più delle volte anche facili da raggiungere, con collegamenti organizzati e personalizzati.

Non sono necessariamente “yacht super lusso” ma certamente belle barche di proprietà privata, cioè gestite unicamente dai proprietari stessi, i cui comandanti lavorano esclusivamente su queste barche (sono i proprietari stessi o assunti dalla società armatrice) che tengono particolarmente al servizio differenziante. Ovviamente il servizio si paga, quindi saranno un po’ più costose come alternativa. Ma se questo può essere un buon modo per farti salire a bordo, ben venga.

Tour operator

Se cerchi infine il divertimento in formula “villaggio turistico” (ma potrebbero avere tra i loro servizi anche l’esclusività di cui sopra), esistono marchi più o meno conosciuti che sono specializzati in flottiglie, cioè organizzano un discreto numero di barche che seguono una stessa rotta ed un unico programma, in Mediterraneo o nei mari del mondo. Per lo più offerte specifiche per fasce d’età, dove la giornata è scandita da un programma e una serie di attività.

Non sono necessariamente “per young” ma la formula è particolarmente adatta alla tipologia di vacanzieri, non propriamente velisti, a cui piace “darci dentro” con aperitivi, feste e “amori” a prima vista. Se sei dunque tra questi, è la scelta giusta.

Barca a vela: non è solo per velisti! Ecco 2 regole importanti.

Regola 3: vita di bordo e ruoli, anche in vacanza.

La vacanza in barca a vela è un mondo ampio e variegato e come in ogni settore, il servizio si paga, altrimenti è chiaro, si sale a bordo e ci si dà una mano.

Un po’ come foste ospiti a casa di un amico per le vacanze e non facciate nulla per rendervi utili.

Ne ho parlato in più occasioni ma lo spirito giusto è quello che serve per gustarsi una vacanza del genere. A bordo infatti tutti fanno tutto e nel rispetto di tutti. Altrimenti se lavare i piatti, tenere pulito e cucinare deve diventare un peso e quindi motivo di litigio con i membri dell’equipaggio un po’ più partecipativi, mettete mano al portafogli e scegliete di imbarcare il personale di bordo come hostess, cuochi e steward, così passa la paura.

Ci sono infatti realtà nel settore delle vacanze in barca, che vi fanno scegliere preventivamente la cambusa in base ai vostri gusti, ve la fanno quindi trovare a bordo già in ordine, preparano un aperitivo di benvenuto per il vostro arrivo,  puliscono le cabine, fanno da mangiare condividendo un menù preventivamente concordato che poi di volta in volta integrano andando a fare la spesa mentre voi vi godete la vostra vacanza in santa pace. Lavano i piatti, preparano la colazione, gli aperitivi, insomma, vi coccolano garantendo discrezione e riservatezza.

Bello vero? Come spiegavamo prima, è ovvio che questo servizio ha un valore che è giusto quindi riconoscere. Volere è potere! Ma anche… la somma, fa il totale (Totò docet).

Barca a vela: non è solo per velisti! Ecco 2 regole importanti.

Regola 4: lo skipper, il rispetto e la sicurezza.

Avete deciso di fare una vacanza in barca? Perfetto, sono fiero di voi. Cercate però di capire che non sarà come in albergo e la barca a vela, non è una macchina che possiamo fermare e parcheggiare dove si vuole.

Qui ci sono alcune regole da seguire, dettate soprattutto dalle condizioni meteo e dalla conformazione naturale del luogo che ci ospita: il mare. Un insieme di cose che se gestite al meglio, garantiscono il piacere della nostra meritata vacanza. Ma soprattutto, c’è una figura a bordo che dovremo assecondare e rispettare: lo skipper.

Questo personaggio non è un “autista”, tanto meno il maggiordomo. Lo skipper prima di tutto ha il dovere di mettere in sicurezza barca ed equipaggio, per cui se dovete fare i capricci perchè non state andando nella rada prevista o nel porto dove avevate previsto di incontrarvi con amici, abbiate il buon senso di capire prima il perchè. Saprà darvi motivazioni e alternative valide.

Questo personaggio, a prescindere dal grado di “parentela” che ha con l’equipaggio, dovete capire che è in servizio H24, quindi cerchiamo di agevolargli il lavoro.

Lo skipper è a disposizione, non al servizio!!

Perché dico questo? Perché mi è capitato di sentire durante gli ormeggi: “comandante cosa ci fai da mangiare?”. La domanda riposta è giusta se è previsto che il comandante faccia anche da mangiare ma il momento è sbagliato, perchè sta facendo altro. Ovviamente un buon briefing avrà certamente dissipato queste cadute di stile, per cui la leadership del comando spetta a lui gestirla. E’ solo per sottolineare l’importanza del buon senso, del rispetto e dell’educazione, sempre!

Per rassicurare comunque sull’aspetto culinario, se sarà lui o lei il vostro chef o se è previsto comunque questo servizio a bordo, vi assicuro sarà uno spettacolo godere del pesce pescato che recupererà al mercato del porto, dall’amico che glielo avrà messo da parte la mattina stessa. Oppure vi coccolerà portandovi a mangiare nel ristorantino che conoscerà solo lui… ovviamente.

Diversamente la domanda da fare sarà: io scendo a mettere l’acqua sul fuoco, chi mi aiuta? Cosa facciamo da mangiare al nostro comandante oggi?

Esistono infatti delle regole non scritte, una forma di rispetto per il suo ruolo e per la sua responsabilità che vanno al di là del dovuto. Per cui lo skipper è sempre ospite in linea di massima, a bordo e a terra, a meno che non sia il proprietario della barca. In tal caso sta a voi capire in che forma essergli riconoscenti per ciò che sta facendo per voi.

E’ un segno di riconoscenza (non dovuto ovviamente) perchè, se lo starete pagando, sappiate che quel valore non sarà mai commisurato al suo livello di responsabilità. E se vorrete leggere qualcosa in più sul ruolo che ha lo skipper o sull’aspetto economico che ha lo skipper in una vacanza, farete cosa buona e giusta, arrivando così preparati ad affrontare l’argomento …con chi di dovere.

Detto questo fatevi i vostri conti, valutate la destinazione più adatta ma soprattutto il programma e il servizio che desiderate abbia la vostra esperienza. Vi garantisco che la vita vissuta dal mare ha tutto un altro sapore ma soprattutto, acquista tutto un altro significato.

Se ti piace questo punto di vista, condividilo subito con i tuoi amici. Dopo tutto la vita e la felicità non hanno valore, se non la condividiamo. E se vai per mare… saidisale.

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