Storie di single, amori e amicizie.
lezioni di vita

Storie di single, amori e amicizie.

C’è un momento nella vita in cui ti trovi a vaneggiare pensieri, in cerca di motivazioni e consensi, mentre viaggi non solo con la mente ma anche con il corpo, lungo rotte che una barca a vela disegna sul tuo gps e nel tuo vissuto. Momenti, quando pensi e agisci da single, tra persone di ogni genere, la maggior parte composta da pseudo amori e amicizie …femminili. Tra uomo e donna… amicizia? Ma dai…

Massì sono punti di vista, soprattutto quando le amiche diventano più degli amici e a quel punto beh, certamente la cosa diventa decisamente complessa da gestire. 

Con le amiche devi accettare il fatto che ogni frase sul sesso buttata lì, che tu butti lì ogni volta per testare o sperare sia la volta buona anche se come sempre finirà nel tuo vuoto esistenziale: “ma dai, come potrei fare sesso con te?”. Eccertocheno, ci mancherebbe. Siamo amici, non trombamici.

Che poi NO, perchè no… Invece si finisce a violentare il frigo prima di essere fagocitato nella SUA storia che mi deve troppo raccontare. Quindi ci esci, perché devi troppo ascoltare la storia anche di quell’altra, l’amica e sua compagna di merende. La vera storia quindi è che sono LORO a volersela troppo raccontare e invece tu, ci devi troppo essere perché devi troppo dare il punto di vista differenziante, quello da uomo, maschio basico e seppur amico in questo caso, nel ruolo del cerebroleso che pensa solo con lo scroto. Prima un sacco da gonfiare di complimenti e poi …da prendere a mazzate per sfogarsi.

Ascolti quindi, sorseggiando il tuo boccale di birra, comprese le parentesi costruttive sul colore dello smalto, mentre demoliscono la collega odiosa che durante il giorno ha fatto la solita scena melodrammatica con il capo. Multitasking. Due argomenti e in mezzo, io, in silenzio, che non capisco se forse è arrivato il momento di cambiare vita, il posto a sedere o di prendere la saggia decisione di alzarsi e andare da quella al banco del bar che ti guarda in maniera interessata. 

Infatti, mentre cerchi di inserirti tra un “no, ma non sai poi chi ho visto” e “ci sono uscita, ed è uno stronzo” butti l’occhio sconsolato sul culo di quella che invece passa davanti al tavolino e lo segui, lasciandoti alle spalle i titoli di coda della storia infinita che si perde lontano dal tuo reale interesse.

E quando le porti in barca, per farle un po’ cambiare orizzonti, si perdono nel loro beauty esistenziale, colmo di mille mila paia di seghe mentali ma anche di tanti “why not”, che diventano poi efficaci rimedi al loro modo di porsi sempre di traverso, tranne che durante i brindisi a bordo, mentre si saluta il sole che si perde dietro lo stesso orizzonte, assieme alle loro visioni della vita. In quel momento tutto si livella e si riparte con una nuova carica. Il bello della barca a vela.

Che dire, in fondo è divertente avere delle amiche, perché con il loro smalto nuovo, il sorriso, la profondità d’animo, ti riempiono il cuore e poi, l’audacia e l’arguzia che hanno, che sanno usare anche a tuo favore, ad esempio per agevolarti con l’adorabile culetto che ti è passato davanti a quel tavolino, possono favorire enormi figure di merda ma il più delle volte, grandi soddisfazioni.

Amico o paraculo dunque? Un po’ entrambi.

Mi dispiacerebbe però non ricevere più un messaggino tipo: “amico mio mi manchi, ti devo raccontare una cosa”, perché so già che quando ci vedremo sarà un altro momento divertente e probabilmente uno di quelli profondamente umani… dove la loro “cosa”, non sarà mai solo quella.

Perché le amiche sanno essere teneramente romantiche o dannatamente stronze allo stesso tempo, mantenendo ovviamente sempre sotto controllo la frangetta. In fin dei conti sei sempre l’uomo… non l’amica alla quale presentarsi con la maschera rigenerante, avvolta da un maglione con gli orsetti e le babbucce con le orecchie. No! Io le ho viste anche così. Uno strazio.

Sanno però prenderti in giro se tifi una squadra diversa dalla loro, commentare una gara di Moto GP anche se non sanno cos’è il punto di corda, descrivere un quadro di Chagal con interesse e qualcuna a sbalordirti andando a pisciare ubriaca dietro un cespuglio, alla faccia di chi le giudica. O addirittura, sbalordirti durante una notturna in mare aperto, restando al tuo fianco, nonostante il sonno pazzesco, solo perchè si rendono conto che hai bisogno di fare quattro chiacchiere. Beh, quale momento migliore… per ascoltare sempre le loro storie?

Le amiche sono tanta roba e tante cose insieme, con i loro limiti e le loro contraddizioni infinite. Sanno apprezzare davvero il valore di un confronto, senza competizione, almeno, non apparentemente. Con gli amici pure ma il rutto e il celodurismo, vince sempre su ogni aspetto tipicamente più esistenziale.

Sanno volerti bene, a modo loro chiaramente ma te ne vogliono veramente. Beh, patti chiari e amicizia lunga però: poi mi fai conoscere le tue amiche, perché a quelle sì che posso raccontare la mia di storia.

La natura prima di tutto, altrimenti poi sembra un’amicizia vera. E come lo racconto poi agli amici che non me ne sono mai fatta una?

Buon vento

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3 Commenti

  1. hahahaha in fin dei conti non dovremmo mai dimenticare che siamo antropologicamente animali no? Almeno, questo è comodo pensarlo quando dimentichiamo di “essere umani”…

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