Vivere bene: scuola vela, scuola di vita?

Socrate diceva: “l’importante non è vivere, ma vivere bene” e la scuola vela è un’ottima scuola di vita. Ma partiamo dal concetto base: cosa vuol dire vivere bene?

Forse avere tanti soldi, una bella casa, una bella macchina e una cucina grande quanto quella di Master Chef? Oppure poter viaggiare, leggere, studiare, fare un lavoro che ci piace e avere delle persone care di cui occuparci?

La risposta forse non è in nessuna di queste in particolare, perchè è un passo indietro: nella motivazione.  Perché è quella che ci spinge a sapere realmente cosa ci fa stare bene. Non è quindi l’obiettivo, spesso condizionato da quello di altri o ancor peggio, dai luoghi comuni. 

Vivere bene significa avere la consapevolezza di ciò che si è, di quanto si è in grado di fare ma soprattutto …di quello che NON si è.

Prima quindi di capire perchè la barca a vela possa offrirci ciò che serve per costruire questa consapevolezza, capiamo l’atteggiamento necessario da metabolizzare e da trasferire ai nostri piccoli esseri umani. 

Chi è in grado di vivere bene?

  • Chi non cerca la continua conferma altrui per essere convinto di essere qualcuno.
  • Chi non ha bisogno di far vedere ciò che ha ma dimostra ciò che è.
  • Chi ama la libertà come massima espressione propria e non come condizionamento di quella altrui.
  • Chi pensa che in natura non c’è la perfezione, se non solo nella testa di chi crede davvero esista e soprattutto che serva a qualcosa.
  • Chi vive la libertà di fare errori senza sentirsi inutilmente giudicato. Un bene prezioso che và salvaguardato, perché è l’unico modo che si ha per imparare davvero. Le teorie non bastano.
  • Chi sa accettare il cambiamento come momento di rinnovamento e non come un peso insopportabile.
  • Chi cerca sempre il miglioramento per allargare i propri orizzonti anziché nascondersi dietro le proprie convinzioni.
  • Chi non si accontenta come gesto di arresa ma come atto di umiltà.
  • Chi riconosce nelle regole gli argini per capire e non solo per agire passivamente.
  • Chi pensa che i soldi non siano il fine ultimo ma un mezzo per avere la possibilità di vivere il proprio tempo liberamente, con i propri limiti e capacità.

Vivere bene vuol dire avere il sorriso sul volto, nello sguardo e nel cuore, in ogni gesto e nelle azioni che offrono qualcosa di noi, in ogni circostanza o condizione.

Per vivere bene bisogna imparare da piccoli, quando gli esempi sono l’unica strada per creare un carattere adatto a generare ciò che da adulti saremo in grado di essere ed esprimere.

Anche da adulti è possibile imparare a vivere bene, se però si è in grado di sciogliere i nodi secchi (assuccati in gergo marinaresco), quelli che crea la distorta “cultura” ormai radicata nelle abitudini, lasciando quindi aperta la porta del proprio cuore, riconoscendo appieno i propri limiti e le insane convinzioni.

Considerando che quando si è piccoli gli esempi sono sempre più difficili da trovare dentro o fuori dalla scuola e soprattutto sui media, è bene poter contare dunque sui genitori, l’unico vero esempio da seguire per vivere bene. 

E lo sport, è una saggia scelta. Per formare il loro carattere responsabilizzandoli. Permettendo loro però di sbagliare e di imparare dagli altri, con il confronto costruttivo, senza metterli in competizione tra loro, se non durante una gara ufficiale, dove quindi deve prevalere solo il sano spirito sportivo.

Tra questi sport c’è la barca a vela per i bambini, soprattutto a 6/7 anni, quando è un “gioco”, il veicolo per arrivare a conoscere e capire quanto possa essere formativo un ambiente nuovo, dove l’acqua, il vento e la squadra contribuiscono o compromettono la loro prestazione. Un ambiente sano e pulito da conoscere e rispettare, vicino ai significati più genuini della vita e della natura.

Con la barca a vela gli si aprirà un mondo al quale rimarranno senza dubbio legati, ricordando per sempre quei principi che permetterà loro di riflettere prima di agire, dove la conoscenza delle condizioni esterne diventano determinanti e utili, per creare una fondamentale sicurezza in se stessi. Ma soprattutto imparando a capire che non si vince mai da soli. Un istruttore da ascoltare, i compagni di squadra e l’ambiente che li ospita, da rispettare. Vivendo così imparano a trovare il loro posto …nel mondo. 

Per molti si trasformerà in una passione dalla quale difficilmente si allontaneranno. Sarà una scuola di vita che influenzerà la loro crescita e probabilmente anche le loro scelte e stili di vita, comprese magari le vacanze, che un giorno faranno …si spera in barca a vela.

Vivere bene. Si impara da piccoli?

Se ti ho convinto ci sono migliaia di scuole vela in Italia e all’estero, di ogni tipo e per ogni tasca. Prima tra tutte è quella storica di Caprera, che negli anni ha mantenuto il suo carisma, oltre a tutte le altre scuole legate alla FIV e/o alla Lega Navale sparse in ogni dove lungo il nostro stivale e in quasi 8000 km di coste.

La vita ha sempre qualcosa da insegnare e se conosci il tuo mare… saidisale. Ci vediamo anche su Facebook e …buon vento!

Barca a vela, come scegliere. Scuola vela, scuola di vita

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