Meduse: chi sono, bufale e 5 rimedi efficaci

Quando il mare chiama, è difficile resistere. Un tuffo rigenerante durante una bella vacanza in barca a vela è proprio quello che ci vuole ma sfido chiunque a dire se almeno una volta, la prima cosa che vi è venuta in mente prima di tuffarsi, non sia stata: “avvisami se ci sono meduse”. Scopriamo dunque chi sono, le bufale e i 5 rimedi efficaci per gestire questo “incontro”.

Partiamo prima di tutto dal presupposto che siamo ospiti di un mare, che è casa loro. Per cui come è buona norma, va rispettato.

Prenderle e portarle in spiaggia o a bordo per farle morire al sole ad esempio, sappiate che, come ci ricorda l’associazione Eticoscienza, è configurato come reato di maltrattamento di animali e si rischia una pesante multa o addirittura il carcere da 3 a 18 mesi. Non deve essere però questo il deterrente. Amiamo il nostro ambiente e rispettiamolo, a prescindere dalle multe.

Capiamo chi sono le meduse

Sono tra le creature più antiche nella storia della vita, le prime ad aver conquistato la capacità di nuotare. Sono creature planctoniche il cui corpo è composto per circa il 95% di acqua.

Data la loro funzione da “filtro” per l’acqua di mare, contribuiscono al mantenimento della catena alimentare, assumendo un ruolo ecologico molto importante.

Ne esistono molte specie, tra le quali una in particolare, considerata tra gli esseri viventi più mortali del pianeta: la Chironex detta “vespa di mare” (nella foto qui sotto). Ma tranquilli, è diffusa unicamente nell’oceano indo-pacifico. Venire comunque a contatto con questa creatura, lascia haimé pochi minuti per intervenire, dopo di che il veleno crea intensi spasmi muscolari, paralisi respiratoria ed infine l’arresto cardiaco. A guardarla sembra tanto delicata, eppure.

Meduse, bufale e 5 rimedi effiaci

Ma se questa terrorizza, ne esiste una che potrebbe invece fare invidia. Alcuni studi hanno dimostrato che la specie Turritopsis Nutricula (nella foto) è potenzialmente immortale, poiché può contare su una mutazione cellulare che, col passare del tempo, le permette di ringiovanire sempre di più, fino a ricominciare un nuovo ciclo di vita.

Cosa fareste per scoprire il suo segreto? 😛

Meduse, bufale e rimedi efficaci

Quelle più diffuse nel Mediterraneo però (vedremo la gallery finale), pur non essendo mortali, possono essere comunque fastidiose. I tentacoli lo sappiamo sono la causa dei nostri mali, che le meduse usano per difendersi appunto e per predare.

Dobbiamo infatti stare attenti a questo, alle loro capsule urticanti chiamate cnidocisti, che al contatto rilasciano le nematocisti, filamenti urticanti e talvolta vere e proprie tossine.

Come riporta l’intervista di Focus a Ferdinando Boero, biologo marino dell’Università del Salento, le meduse si spostano verticalmente, quindi possono stare in superficie e possono scendere sul fondo. Sono animali che si muovono e spesso vanno dove le portano le correnti. Non ci sono quindi regole predefinite: le trovi ovunque.

La stagione delle meduse

Di solito, continua nell’intervista Boero, le meduse diventano più abbondanti dopo la primavera. Prima c’è la fioritura del mare con il fitoplancton (verso febbraio – marzo) e si assiste alla popolazione delle Velelle. Quindi quella dei crostacei (verso marzo-aprile) e poi cominciano le meduse. Quelle presenti nel Mare Nostrum è principalmente la Pelagia (nella foto qui sotto), di solito nel periodo più estivo, quando si trovano la maggior parte delle altre.

Pelagia. Meduse, ufale e rimedi efficaci

Cosa succede quando ci si entra in contatto?

Le tossine presenti nei loro tentacoli provocano una reazione infiammatoria che genera una sensazione di scossa prima e di bruciore localizzato dopo, che dura circa 15/20 minuti, lasciando spazio poi all’irritazione, la formazione di pomfi e dunque al prurito.

Ovviamente, più è vasta la superficie corporea colpita, maggiore sarà il dolore avvertito. In questo caso l’unica soluzione è il servizio di Pronto Soccorso immediato.

Un’avvertenza in più da avere, in caso i sintomi non compaiano subito, è di tenere osservata la zona, poiché in caso compaiano nel tempo continue dermatiti, bisogna intervenire rivolgendosi al medico, per avviare una terapia immunodepressiva.

Ma veniamo alla pratica, per scoprire le bufale e i rimedi efficaci.

Cosa fare e cosa non fare?

  1. Rimanere calmi e cercare di organizzarsi ad intervenire. Non toccare con le mani le parti di tentacoli rimasti sulla pelle per evitare di trasferire parte del liquido urticante a zone particolarmente sensibili come occhi e mucose.
  2. Sciacquare senza grattare o strofinare (nemmeno con sabbia o pietre calde come alcuni fanno), usando SOLO acqua di mare e MAI acqua dolce, perché questa favorirebbe la scarica del veleno delle cnidocisti, mentre quella salata, aiuta la diluizione della tossina. L’acqua dolce può essere usata ma dovrebbe essere molto calda (tra 40 e 50°), immergendo la parte colpita per 15/20 minuti.
  3. Con il dorso di un coltello o una carta di plastica, cercare di togliere le spore rimaste con gesti delicati e leggeri, utilizzando movimenti dal basso verso l’alto e l’esterno del corpo, come per raccoglierle. Quindi risciacquare.
  4. Alleviare ora il dolore ed il prurito con spray lenitivi a base di acqua di mare o con un gel astringente al cloruro d’alluminio, che si trovano in farmacia. Per cui se andate al mare, portatevi qualcosa del genere, perché non è così facile da trovarli. Divieto assoluto ai “rimedi della nonna” come pipì, ammoniaca (che serve di più per il contatto con una Tracina) e aceto. E’ dimostrato che non servano a nulla se non a peggiorare l’arrossamento (come indica ISSalute.it – il sito dell’Istituto Superiore della Sanità), così come le creme al cortisone o antistaminiche, perché servono sì ad alleviare il prurito e a bloccare la diffusione delle tossine ma non nell’immediato, entrando in azione solo dopo circa 30 minuti dall’applicazione e cioè quando il massimo della reazione si è esaurita naturalmente. In caso di dolore però, qualcuno propone un semplice antidolorifico come il paracetamolo o aspirina.
  5. Considerando infine che la zona colpita ora risulta fotosensibile, è meglio coprirla con una garza sterile e non esporla al sole dunque, per qualche giorno (ideale un paio di settimane). Oppure utilizzare creme a protezione solare totale, per evitare la formazione di macchie scure.

Per concludere, come indicato sempre nel sito dell’Istituto Superiore di Sanità, se immediatamente dopo il contatto la reazione cutanea si diffonde e compaiono difficoltà respiratorie, pallore, sudorazione, mal di testa, nausea, vomito, vertigini, confusione o disorientamento, è necessario chiamare immediatamente il 118 (o meglio, come è diffuso ora, il 112) spiegando l’accaduto e i sintomi: si riceveranno le istruzioni sul da farsi in attesa arrivi il personale di Pronto Soccorso. In questi casi la tempestività di intervento è fondamentale.

Per la propria tutela e non solo, l’informazione ed il rispetto dei luoghi che visitiamo è sempre determinante, soprattutto se ci troviamo in mare esotici, dove le specie animali possono essere molto più pericolose delle nostre. Ma se ognuno sa rispettare l’ambiente in cui si trova, la vita scorre serena per tutti e se la vivi dal punto di vista del mare …vuol dire che saidisale 🤗

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Ecco ora una piccola gallery con le specie più o meno innocue presenti nel Mediterraneo. Ne hai mai vista una? 

Meduse, ufale e rimedi efficaci
CHRYSAORA – 30 cm ø – URTICANTE
Meduse, ufale e rimedi efficaci
COTYLORHIZA – 30 cm ø – INNOCUA
Meduse: chi sono, bufale e 5 rimedi efficaci
MNEMIOPSIS – 10 cm ø – INNOCUA
Meduse, ufale e rimedi efficaci
PHYSALIA (Caravella Protoghese) – Tentacoli fino a 20/30 metri – MOLTO URTICANTE
Meduse, ufale e rimedi efficaci
RHIZOSTOMA – Fino a 60 cm ø – URTICANTE

© Foto di copertina by silhouettedonna.it


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