Propositi: finché è estate, c’è speranza!

L’estate non è finita, è ancora nell’aria. Un’aria che sa di buono, di ricordi, di selfie, di qualcosa che nasce e vive nelle pagine di tante storie da conservare o dimenticare e i buoni propositi si sprecano.

Trovi tracce sui muri delle città ancora parzialmente disabitate, incise sulle panchine dei giardini, negli archivi di what’s up, tra le foto di Facebook in cui sei taggato o nel cuore spezzato da una delusione estiva, quella di tanti ragazzi che hanno vissuto la loro magica avventura, forse non più così magica.

Una parentesi di vita, quella vera, lungo le strade dei sogni che mai come in questo periodo sono affollate di supereroi a caccia dell’irrealizzabile, qualsiasi sia l’età, il periodo o la destinazione.

Una coda molto lunga, fatta di bisogni, speranze, desideri, così forti che resisteranno fino a quando le foglie ingiallite torneranno a terra e che durante l’inverno scalderanno le anime solitarie, lo sguardo di chi cerca amore e negli abbracci di chi vuole amare.

Il rientro dalle vacanze assume nuovi significati e la lista delle intenzioni si arricchisce di altre storie che cominciano con “da domani…” o si concentrano in concetti tipo devo cambiare qualcosa nella mia vita”, in netta contro tendenza al conto in banca che in questo periodo invece, l’unica cosa che cambia è il colore.

Si invertono i ruoli, le tendenze e gli ordini di priorità o almeno, ci si prova. C’è chi cerca la forma, chi un po’ di sostanza, chi non ne vuole più sapere di qualcosa o qualcuno e chi vorrebbe per ora solo capire cosa sarebbe meglio fare.

Davanti il PC dell’ufficio, in pausa pranzo, sul tram o in macchina al semaforo la mente vola, distratta dalle strategie per cambiare vita, dai luoghi vissuti, da vivere o dai nuovi compagni del viaggio che si è fatto o che si farà attraverso la vita.

Tutto assume un senso che ora sembra magicamente più chiaro e addirittura realizzabile, ancor di più quando ci si imbatte nella stessa espressione del capo perennemente ansioso e incazzato che aveva l’ultimo giorno prima delle vacanze, nelle code in tange, nel mitico ufficio postale che resiste alla digitalizzazione e alle vecchiette sempre indaffarate o nella solita ressa dell’ora di punta in metro.

I più determinati stabiliranno a questo punto le tappe, i modi e i tempi. I più volubili troveranno come sempre tante scuse, rifugiandosi nei loro ritmi del lavoro come sempre alienanti, negli impegni quotidiani incontrollabili e nel finto senso di responsabilità nei confronti del proprio status sociale.

Tutti comunque e in qualche modo si sfioreranno su queste strade, in orari e tempi diversi, nascosti dallo specchio di un paio di occhiali, dietro un tailleur, un camice bianco, verde o blu, persi sull’onda di una nuova colonna sonora o tra le complicate scorciatoie di chi cerca a tutti i costi di anticipare le svolte decisive.

La fine dell’estate non è la fine ma la ripartenza, una rinascita fatta di sane intenzioni. Una carica necessaria per cambiare finalmente qualsiasi qualcosa, sfruttando un po’ della sua energia e della sua incredibile positività.

Quindi forza, largo agli obiettivi, fissiamo la meta e i modi. Non diamoci tempo ma prendiamocelo, non perdiamo questa occasione perché è un’opportunità. Perché l’estate è ancora qui, nonostante la data sul calendario e sà ancora di bello, di sole, di libertà. Lo vedi negli occhi della gente, nelle storie che si raccontano agli aperitivi, nei post e via mail.

Cogli al volo questa energia per dare un senso al tuo essere ciò che vorresti. L’estate c’è, ce l’hai dentro, la senti sulla pelle e se ti assaggi…. in fondo ancora, saidisale.

Finchè è state c'è speranza.

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